Il Parlamento europeo vuole obbligare l'IA a rivelare i lavori utilizzati per la sua formazione.
Mar 11
Wed, 11 Mar 2026 at 11:18 AM 0

Il Parlamento europeo vuole obbligare l'IA a rivelare i lavori utilizzati per la sua formazione.

Dall'avvento dei modelli di intelligenza artificiale generativa, nelle industrie culturali si è aperto un dibattito: come proteggere le opere utilizzate per addestrare questi sistemi?

In effetti, libri, immagini o musica possono essere assorbiti in massa dai modelli di intelligenza artificiale, spesso senza che i creatori ne siano informati o compensati. Di fronte a queste preoccupazioni, le istituzioni europee stanno gradualmente cercando di chiarire le regole del gioco...

Un forte segnale politico per le industrie culturali

Il 10 marzo 2026, il Parlamento europeo ha adottato una relazione d'iniziativa sul diritto d'autore e l'intelligenza artificiale generativa. Anche se non crea immediatamente nuovi obblighi legali, questo testo segna un chiaro orientamento politico.

Ciò significa che i sistemi di intelligenza artificiale che operano nell'Unione europea devono rispettare le norme sul copyright, indipendentemente da dove siano stati raccolti i loro dati di addestramento.

Adottata con 460 voti favorevoli, 71 contrari e 88 astensioni, la relazione mira a ribadire che la legge europea sul copyright si applica pienamente ai modelli di intelligenza artificiale generativa commercializzati all'interno dell'Unione.

Per molti editori e stakeholder del settore culturale, questo voto rappresenta un sostegno politico contro le pratiche delle grandi aziende tecnologiche. E per una buona ragione: diverse organizzazioni professionali denunciano da mesi l'uso massiccio di contenuti protetti da copyright per addestrare sistemi di intelligenza artificiale. Secondo loro, i modelli generativi a volte si basano persino su database piratati, come è accaduto di recente con Nvidia. I membri del Parlamento europeo vogliono quindi rafforzare gli obblighi di trasparenza e i fornitori di intelligenza artificiale dovrebbero pubblicare riassunti dettagliati delle opere utilizzate per addestrare i loro modelli. Queste informazioni dovrebbero essere standardizzate e leggibili dalle macchine, per consentire ai titolari dei diritti di identificare più facilmente l'utilizzo dei loro contenuti. Il rapporto sottolinea inoltre la necessità di proteggere i diritti esclusivi dei creatori. In altre parole, le aziende di intelligenza artificiale non sarebbero in grado di utilizzare automaticamente opere protette da copyright e una licenza o un'autorizzazione rimarrebbero la regola quando i titolari dei diritti le richiedono.

Verso un registro europeo delle opere utilizzate dall'intelligenza artificiale

Tra le proposte più strutturanti c'è la creazione di un registro europeo delle opere utilizzate per addestrare modelli di intelligenza artificiale, in un registro ospitato dall'EUIPO (Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale).

L'obiettivo sarebbe quello di identificare i contenuti utilizzati dai sistemi di intelligenza artificiale e indicare se i relativi autori hanno autorizzato o rifiutato tale utilizzo. Le aziende dovrebbero inoltre divulgare i siti web o i database utilizzati per creare i loro set di dati di addestramento.

Per i membri del Parlamento europeo, il mancato rispetto di questi obblighi di trasparenza potrebbe essere considerato una violazione del diritto d'autore. Questo approccio mira a facilitare l'azione legale dei titolari dei diritti in un'area in cui l'opacità tecnica rende il contenzioso complesso...

Commenti

Per favore Login per lasciare un commento

Vuoi pubblicare il tuo argomento

Unisciti a una community globale di creatori, monetizza facilmente i tuoi contenuti.Inizia oggi il tuo viaggio nel reddito passivo con Digbly!

Pubblicalo ora

Consigliato per te