L'Australia impone la verifica dell'età per i chatbot AI e i siti web per adulti
Dopo aver già adottato misure severe riguardo all'uso dei social media da parte dei minori, l'Australia continua la sua offensiva per regolamentare il web. Il Paese, infatti, vuole limitare l'accesso dei giovani a contenuti considerati sensibili o pericolosi, che si tratti di pornografia, violenza o discussioni generate dall'intelligenza artificiale.
Le nuove normative, che entreranno in vigore questa settimana, imporranno ora controlli dell'età su molte piattaforme digitali...
Controlli dell'età obbligatori per molti servizi online
L'ente regolatore australiano di Internet, eSafety, ha annunciato che diverse categorie di servizi dovranno ora verificare l'età dei propri utenti. Questo obbligo si applica in particolare ai siti web pornografici, ai motori di ricerca, agli app store, ai fornitori di videogiochi per adulti e anche ai servizi di intelligenza artificiale generativa come i chatbot.
In concreto, l'obiettivo è bloccare l'accesso a contenuti non adatti ai minori di 18 anni e le piattaforme dovranno implementare una tecnologia di verifica dell'età. Tuttavia, i dettagli tecnici restano a discrezione delle aziende, che dovranno scegliere gli strumenti più appropriati per ottemperare.
Le autorità hanno inoltre specificato che un semplice pulsante di dichiarazione "Ho 18 anni o più" non sarà più considerato sufficiente. Pertanto, i servizi dovranno ora verificare la reale età dei propri utenti in modo molto più affidabile. Questa norma si applica anche ai chatbot in grado di generare contenuti sessuali o violenti. In questi casi, le piattaforme dovranno verificare che l'utente abbia la maggiore età al momento della connessione o quando viene effettuata una richiesta che potrebbe produrre questo tipo di contenuto.
Una strategia più ampia per proteggere i minori online...
Questo nuovo obbligo fa parte di una strategia più ampia di regolamentazione digitale, in particolare da dicembre scorso, quando l'Australia è diventata il primo paese a vietare la creazione di account sui social media per i minori di 16 anni.
Queste nuove regole cambieranno anche il modo in cui vengono visualizzati i risultati dei motori di ricerca e, per gli utenti che non hanno effettuato l'accesso a un account, i contenuti pornografici o quelli che raffigurano scene di violenza scioccanti dovrebbero essere sfocati per impostazione predefinita.
Inoltre, quando un utente di Internet cerca informazioni relative al suicidio o ai disturbi alimentari, i primi risultati devono indirizzarlo a servizi di supporto psicologico anziché a contenuti potenzialmente dannosi.
Fino a 28,5 milioni di euro di multe
Le autorità australiane riconoscono che queste misure non elimineranno tutti i rischi. Secondo Julie Inman Grant, Commissaria australiana per la sicurezza online, queste norme mirano principalmente a stabilire protezioni più forti nell'ecosistema digitale.
Tuttavia, le aziende che non rispettano questi obblighi rischiano sanzioni fino a 49,5 milioni di dollari australiani, ovvero circa 28,5 milioni di euro. Questa pressione normativa dimostra l'ambizione del Paese di diventare un leader globale nella protezione dei minori online...
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