Lo streaming illegale è in calo in Francia… ma 7,7 milioni di utenti internet continuano a utilizzarlo
Sebbene la pirateria di contenuti sportivi e culturali rimanga profondamente radicata nelle abitudini digitali, gli ultimi dati mostrano un cambiamento significativo.
Infatti, tra pressione normativa, ostacoli tecnici e mobilitazione dei titolari dei diritti, in particolare con azioni massicce lo scorso anno, la lotta intrapresa negli ultimi anni sembra produrre effetti misurabili, senza tuttavia far scomparire il fenomeno…
Una diminuzione determinata dal rafforzamento degli ostacoli

Secondo ultimo rapporto di Arcom, lo streaming e i download illegali sono diminuiti del 4% nel 2025. Su un periodo più lungo, tra il 2021 e il 2025, il calo raggiunge addirittura il 34%, riflettendo una tendenza fondamentale. In termini di volume, ciò rappresenta ancora 7,7 milioni di utenti internet colpiti, rispetto agli 11,7 milioni di quattro anni prima. Questo aumento è in gran parte spiegato dal rafforzamento delle misure antipirateria, poiché dal 2022 sono stati bloccati oltre 12.600 nomi di dominio collegati alla trasmissione illegale di eventi sportivi, di cui più della metà bloccati solo nel 2025. Questa accelerazione illustra la crescente efficacia dei meccanismi legali e tecnici. La stessa logica si applica ai contenuti culturali, con 2.583 siti mirror bloccati dal 2022. Queste piattaforme, progettate per eludere i divieti duplicando siti già sanzionati, sono ora nel mirino dell'autorità di controllo. Anche in questo caso, quasi la metà dei blocchi è stata implementata nel 2025…
IPTV e VPN: usi che complicano la lotta
Nonostante questa diminuzione complessiva, la pirateria continua a evolversi, in particolare con l'ascesa dei servizi IPTV e delle VPN, che consentono agli utenti di aggirare più facilmente le restrizioni. Queste tecnologie, inizialmente progettate per usi legittimi, vengono ora utilizzate in modo massiccio per accedere a contenuti illegali.
Di fronte a questi sviluppi, Arcom si batte per il rafforzamento degli strumenti esistenti e una proposta di legge prevede specificamente l'implementazione del blocco dinamico e in tempo reale dei servizi che trasmettono illegalmente eventi sportivi.
L'obiettivo sarebbe quindi quello di intervenire direttamente sugli indirizzi IP, oltre a bloccare i nomi di dominio, al fine di ridurre i tempi di risposta.
Anche i titolari dei diritti, come Canal+, svolgono un ruolo di primo piano in questa strategia, moltiplicando le azioni legali per proteggere i propri contenuti.
Una perdita di entrate ancora enorme…

Lo sport, la prima vittima della pirateria?
– Fonte: ArcomSebbene gli indicatori siano in calo, le conseguenze economiche restano considerevoli. La pirateria rappresenta ancora una perdita stimata di 1,5 miliardi di euro per i settori culturale e sportivo, e il solo settore sportivo contiene circa 300 milioni di euro di perdite.
Per le emittenti e le piattaforme, il problema va oltre i semplici dati di ascolto, poiché implica anche la preservazione di un modello di business basato sui diritti di trasmissione, che sono sempre più costosi da acquisire in un ambiente competitivo.
Pertanto, il calo osservato nel 2025 appare più come un segnale incoraggiante che come una svolta definitiva. La lotta alla pirateria sta entrando in una nuova fase, più tecnica e più reattiva, di fronte a modelli di utilizzo in continua evoluzione…
Per favore Login per lasciare un commento
Vuoi pubblicare il tuo argomento
Unisciti a una community globale di creatori, monetizza facilmente i tuoi contenuti.Inizia oggi il tuo viaggio nel reddito passivo con Digbly!
Pubblicalo ora
Commenti