Nove francesi su dieci non riescono a individuare le notizie false, nemmeno di fronte a un test elementare.
Apr 06
Mon, 06 Apr 2026 at 12:15 AM 0

Nove francesi su dieci non riescono a individuare le notizie false, nemmeno di fronte a un test elementare.

Con la circolazione delle informazioni a una velocità senza precedenti sui social media e sulle piattaforme digitali, distinguere i fatti dalla finzione sta diventando sempre più complesso. Tra contenuti virali, deepfake generati da Grok e la proliferazione di fonti, il panorama mediatico si sta evolvendo rapidamente.

Infatti, un recente studio condotto da Ifop per Cision fa luce su questa realtà. Pochi giorni prima della Settimana dell'Alfabetizzazione Mediatica e Informativa, i risultati evidenziano una diffusa vulnerabilità alle fake news, che colpisce l'intera popolazione francese...

La grande maggioranza dei francesi ha difficoltà con le fake news

La media complessiva è molto preoccupante - Fonte: Ifop

In base a un quiz chiamato "Anti Fake News", ideato dal giornalista Thomas Huchon, i francesi hanno ottenuto un punteggio medio di 5,4 su 5,20. Infatti, l'89% dei partecipanti non raggiunge il punteggio medio e solo l'1% supera i 15 su 20. Questi risultati mostrano quanto sia ancora difficile per la maggior parte dei cittadini identificare i contenuti fuorvianti. Contrariamente ad alcune idee preconcette, questa vulnerabilità riguarda l'intera società e le categorie sociali, gli orientamenti politici o persino le aree geografiche non fungono da veri baluardi contro la disinformazione. Come sottolinea Thomas Huchon, "siamo tutti potenziali vittime di questi fenomeni". Differenze in base all'età, all'istruzione e all'uso dei social media: sebbene la difficoltà sia ampiamente condivisa, lo studio evidenzia diverse differenze a seconda dei profili individuali. La Generazione Z ottiene i risultati meno negativi, con una media tra 6,3 e 6,7 su 20, mentre i punteggi diminuiscono gradualmente con l'età. Le persone di età pari o superiore a 65 anni raggiungono quindi circa 4,8 su 20. Anche il livello di istruzione gioca un ruolo importante, poiché coloro che possiedono una laurea ottengono una media di 7,6 su 20, rispetto a 4,4 su 20 per coloro che non hanno conseguito il diploma di scuola superiore. Inoltre, come ha dimostrato un sondaggio europeo, l'uso dei social media sembra essere un fattore determinante: chi trascorre meno di due ore al giorno sui social media ottiene una media di 5,6, rispetto a 4,9 per chi ne trascorre più di cinque. Infine, le pratiche informative influenzano i risultati, poiché i consumatori che consultano regolarmente la stampa nazionale o che diversificano le proprie fonti di informazione ottengono punteggi leggermente più alti. L'IA complica ulteriormente l'identificazione dei contenuti...

Lo studio evidenzia anche una crescente difficoltà legata all'emergere dell'IA generativa.

Ad esempio, una domanda del quiz riguardava il riconoscimento di volti creati dall'IA. I risultati mostrano che il 97% dei partecipanti ha fornito una risposta errata o incompleta. Questa figura illustra la crescente complessità nel distinguere i contenuti sintetici dalle immagini autentiche.

Questo sviluppo solleva anche questioni economiche, poiché si stima che la disinformazione rappresenterà oltre 400 miliardi di dollari di costi a livello globale entro il 2024.

Di fronte a questa tendenza, in un momento in cui gli strumenti di creazione di contenuti stanno diventando sempre più sofisticati, la capacità di analizzare le informazioni si sta affermando come una competenza a sé stante...

Commenti

Per favore Login per lasciare un commento

Vuoi pubblicare il tuo argomento

Unisciti a una community globale di creatori, monetizza facilmente i tuoi contenuti.Inizia oggi il tuo viaggio nel reddito passivo con Digbly!

Pubblicalo ora

Consigliato per te