Per contrastare Google, Qwant sta sperimentando un'intelligenza artificiale che paga gli editori di notizie.
Mar 11
Wed, 11 Mar 2026 at 11:19 AM 0

Per contrastare Google, Qwant sta sperimentando un'intelligenza artificiale che paga gli editori di notizie.

Tra le risposte dirette basate sull'intelligenza artificiale di Google e i chatbot come ChatGPT, i modelli di utilizzo si stanno evolvendo, ma questo solleva anche una questione: quella della remunerazione per i contenuti utilizzati per addestrare o alimentare questi strumenti.

In questo contesto, il motore di ricerca francese Qwant ha annunciato il lancio di un esperimento con diversi importanti organi di stampa e editori, con l'obiettivo di testare una funzionalità di intelligenza artificiale generativa integrata nel motore di ricerca... implementando al contempo un modello di condivisione dei ricavi con i detentori dei diritti.

"Flash Response", la funzionalità di intelligenza artificiale di Qwant

Un esempio concreto di "Flash Answer" – Fonte: Qwant

Al centro di questo esperimento c'è una funzionalità chiamata "Flash Answer". Nello specifico, una risposta appare in cima ai risultati di ricerca sotto forma di un riquadro con un riepilogo generato dall'intelligenza artificiale e informazioni contestuali.

Il principio ricorda molto le panoramiche AI di Google, che sintetizzano le informazioni dal web per fornire una risposta rapida. Tuttavia, la differenza sta nel metodo adottato da Qwant. Per produrre questi riepiloghi, il motore di ricerca francese si basa sul modello linguistico Mistral, che analizza diverse fonti partner prima di generare la risposta, al fine di incrociare le informazioni e migliorarne l'affidabilità. Una ventina di testate giornalistiche stanno già partecipando a questo esperimento, tra cui Le Figaro, Les Échos, Ouest-France, Le Parisien, Paris Match, RMC BFM e France Médias Monde, oltre al gruppo editoriale regionale Ebra. Il progetto è iniziato a gennaio e dovrebbe durare nove mesi, al fine di osservare l'utilizzo e misurare il valore creato da questo tipo di funzionalità. Si sta anche valutando un modello di business 50/50. L'altro aspetto di questa iniziativa riguarda direttamente la remunerazione dei contenuti. A differenza di alcuni attori digitali accusati di accaparrarsi il valore generato dai contenuti giornalistici, a partire da Google, Qwant offre un modello di revenue sharing. Gli annunci pubblicitari visualizzati nello spazio "Flash Answer" generano ricavi che vengono poi suddivisi equamente tra Qwant e i suoi editori partner. Le testate giornalistiche beneficiano anche della trasparenza riguardo all'utilizzo dei loro contenuti nelle risposte generate dall'intelligenza artificiale. Secondo Olivier Abécassis, CEO di Qwant, questo approccio mira a costruire "un modello costruttivo per l'ecosistema" e a sviluppare un'innovazione più trasparente. L'azienda sottolinea inoltre la propria sovranità tecnologica, affidandosi a tecnologie europee. Per le organizzazioni che rappresentano gli editori, questo approccio potrebbe aprire una nuova strada. Marc Feuillée, presidente dell'Alliance of General Information Press, ritiene che questo esperimento offra, per la prima volta, visibilità sull'uso dei contenuti nelle risposte generate dall'intelligenza artificiale. Se i risultati saranno ritenuti convincenti al termine della fase di test, l'iniziativa potrebbe contribuire a ridefinire il rapporto tra motori di ricerca, intelligenza artificiale e media.

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